Anche Il Gignoro al Festival della Canzone Divergente

Anche Il Gignoro al Festival della Canzone Divergente

A febbraio si è tenuto il «Sanremo delle RSA»

Cosa facevano giovedì 16 febbraio oltre 150 persone al Teatro la Fiaba a Firenze? Cantavano.

La sala gremita e colorata  colpiva per l’atmosfera vivace. Era l’evento finale del 2° Festival della Canzone Divergente, soprannominato dalla stampa locale “il Sanremo delle RSA”, che ha visto la partecipazione di ospiti di varie strutture (RSA, Centri Diurni, RSP e RSD), in tutto 8. Un buon esempio di Community Music Therapy in cui il lavoro di cura con la musica è anche creare spazi e opportunità per un’attività inclusiva e partecipativa promuovendo cambiamento sociale e benessere all'interno di una comunità.

L’iniziativa è  nata da una proposta del musicoterapeuta Nicola Corti, poi sviluppata insieme al collega Paolo Pizziolo e al sottoscritto Giacomo Downie per essere realizzata in una collaborazione fra tante persone, soprattutto animatrici ed educatrici operanti in strutture di Firenze e dintorni. Gli enti che hanno collaborato sono ASP Montedomini Firenze, Consorzio Zenit, Cooperativa Sociale Elleuno scs, Cooperativa Sociale Il Girasole, Fondazione Vincenzo Chiarugi e naturalmente Servizi Salute - Diaconia Valdese. Il Comune di Firenze ha concesso il patrocinio.

Il festival si è articolato in 8 incontri in cui ospiti di una struttura in trasferta presso un’altra presentavano i repertori a loro cari, per arrivare a selezionare 8 canzoni inedite, scritte da una o più persone anziane (o giovani in RSD-RSP) nell’ambito di un’attività di musicoterapia. Tali canzoni sono state presentate insieme ad altre all’evento finale del 16 febbraio e una giuria formata da esponenti del mondo della musica, dello spettacolo e dal direttore dei servizi sociali del Comune di Firenze M. Nerattini, ha assegnato a ciascuna un riconoscimento, addirittura in rima. Tutti vincitori quindi.

Notevole la varietà di temi scelti dalle autrici e dagli autori. Nei testi si trova sempre qualcosa di loro: un ricordo, un rimpianto, un desiderio, una fantasia che si risveglia oppure il racconto del presente e di qualche suo elemento visto talvolta con ironia, talvolta con preoccupazione.

Noi Casa di Riposo e Centro diurno “Il Gignoro” abbiamo partecipato con 12 ospiti Giuliana, Annalena, Vilma, Annamaria, Marisa, Paolo, Annamaria B., Luciano, Mario, Gianni, Roberto, Moreno, la OSS Luz, le volontarie Eva e Nivia, Alessandra Cavallaro direttrice corale, l'animazione con Laura, Stefania e il sottoscritto musicoterapeuta. Abbiamo quindi eseguito due canzoni: Come una famiglia (un inno del coro scritto collettivamente) e Ricordi di Gioventù, la canzone in concorso del nostro Moreno S., che superati i 90 anni si è scoperto autore, siamo già alla 15ª canzone. Il testo parla di un amore lontano, dei tempi della scuola, che si interrompe bruscamente per poi passare a un incontro casuale della donna che ha con sé un bambino. Quanto ci sia di autobiografico in questa storia non lo sapremo mai. Per la musica Moreno ha rielaborato dei motivi tradizionali appresi in gioventù. La giuria si è così espressa:

Alla canzone che viene dal Gignoro
riconosciamo potenza magnetica
quindi la premiamo tutti in coro
come la più romantica e poetica

Quello che ci preme sottolineare tuttavia, al di là della spettacolarità dell'evento o della gradevolezza del risultato, è l'importanza del percorso che sta a monte e dell'effetto “rete” che l'evento stesso rappresenta. La composizione di canzoni è una delle tecniche che usiamo spesso nei nostri interventi. Ricerche e revisioni cliniche degli ultimi anni confermano che il songwriting agisce positivamente su diversi fronti. Consente di esternare sentimenti, facilitando il superamento di blocchi emotivi attraverso la scrittura creativa e il suono. La composizione, che comprende strofe, ritornelli e melodie, agisce come una "cornice" organizzata in cui la persona può esplorare il proprio mondo interiore. Creare una canzone propria aumenta l'autostima e offre un senso di realizzazione e “padronanza”. A me inoltre capita spesso di improvvisare canzoni, specialmente con persone dementi,  partendo da una garbata rappresentazione di chi ho di fronte, sottolineandone i punti forza, alleggerendo situazioni pesanti e passando messaggi rassicuranti. Canzonare non per “prendere in giro”, ma mettere in versi per “prendere in carico”. 

Tutto questo patrimonio che emerge merita di essere raccontato alla comunità, quindi il festival. «Un’iniziativa significativa – ha dichiarato l’assessore al Welfare Nicola Paulesu – che dimostra concretamente come la cultura possa diventare strumento di inclusione, benessere e partecipazione attiva. La musica, in questo percorso, non è stata soltanto espressione artistica ma un fortissimo viatico per rafforzare legami, restituire centralità e voce agli anziani e alle persone con disabilità. Creatività, condivisione, comunità sono al centro di questo progetto che è ennesima riprova di come Firenze con le sue realtà sia attenta alla cura delle persone e alla tutela dei suoi cittadini più fragili. Ringrazio gli operatori, i musicoterapeuti e tutti i partecipanti che hanno reso possibile questa bella esperienza».

14 marzo 2026, Giacomo Downie, musicoterapeuta in Servizi Salute ed Educativi - Diaconia Valdese