Informazioni generali

Se abilitati:

Se disabilitati:

Usa solo i cookies necessari

Questi cookie sono necessari e vengono utilizzati per abilitare il sito e le relative funzionalità principali dei servizi. Senza di essi il sito non potrebbe funzionare, quindi non possono essere disabilitati.

Accetta tutti i cookies

Questi cookie vengono utilizzati per analizzare l'utilizzo del sito, in modo da misurare e migliorare le prestazioni. Senza di essi CSD Diaconia Valdese non può sapere quali contenuti sono più apprezzati e con quale frequenza l'utente torna a visitare il sito, rendendo difficile migliorare le informazioni offerte.

Mission

La Diaconia Valdese CSD, parte costitutiva della Chiesa valdese, richiamandosi al principio evangelico dell'amore per il prossimo, pone al centro del suo operato i diritti e la dignità degli esseri umani e il loro accompagnamento in percorsi di emancipazione, di liberazione dalla sofferenza e dall'ingiustizia, proponendo il coraggio del mutamento, l’apertura al nuovo e la voglia di sperimentare.

 

Servire, con le persone

Diaconia significa "servire, con le persone", rifiutando logiche e approcci assistenziali. Mettersi al servizio dei più bisognosi non vuol dire imporre al prossimo le proprie soluzioni, ma abbandonare il concetto di rapporto unidirezionale che parte da chi dà aiuto e raggiunge chi lo riceve, a favore di una reciprocità in cui chi aiuta e chi viene aiutato collaborano insieme per raggiungere un comune obiettivo, valorizzando al meglio i contributi che ciascuno può apportare.

Per il credente la diaconia è la gioiosa risposta alla grazia di Dio. Non si fanno opere per acquisire qualche merito, ma come riconoscenza per quello che si è ricevuto. L'amore per il prossimo è la sintesi dei comandamenti e la diaconia è la sua messa in pratica.

La Diaconia è relazione: opera attraverso legami e reciprocità vissute. Essa si concretizza nell'incontro con l'altro. La relazione intesa come reciprocità, senza gerarchie precostituite, è il terreno che favorisce il cambiamento, la crescita; è l'humus che consente di trovare nuove energie. La diaconia non è il campo dei cavalieri solitari, ma presuppone il coinvolgimento, mettendo di continuo in discussione il proprio ruolo e i propri obiettivi.

La Diaconia vive nella complessità, modificandosi in funzione della sua comprensione del presente. Essa reagisce alla complessità del presente accettando la sfida di percorrere strade non lineari, in un equilibrio in costante mutamento, ascoltando ed interpretando il rumore dell'umanità, riadattandosi permanentemente. Ha una vocazione a praticare nella dimensione dell'"intanto", nel caos della perenne emergenza originata dall'ingiustizia, senza aspettare che tutto sia chiaro o che si palesino soluzioni definitive.  Ciononostante la Diaconia ha l'ambizione di voler essere anche un punto di riferimento, un porto sicuro, provando a pensare e dire parole chiare.

La Diaconia agisce per il cambiamento: analizza l'esistente, ascolta e cerca strumenti e linguaggi adeguati. Per poter leggere il cambiamento è necessario lasciarsi permeare dalla volontà di cambiare. La Diaconia è chiamata a convertirsi, impara a leggere nuovi segnali, si addestra all'uso di nuovi strumenti, apprende nuovi linguaggi per comunicare e relazionarsi. È disponibile anche a riscoprire e ripercorrere sentieri desueti.

La Diaconia vede l'ingiustizia nei confronti di molti e soprattutto verso le future generazioni perpetrata attraverso i danni ambientali ed è impegnata nella salvaguardia del creato.