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Coordinamento Interassociativo del settore socio-sanitario

Coordinamento Interassociativo del settore socio-sanitario

Al centro dell'attenzione le gravi difficoltà in cui versa il settore

Ad aprile 2022 la CSD ha deciso di aderire ad un Coordinamento Interassociativo di cui al momento fanno parte 14 associazioni del settore dell’assistenza socio-sanitaria: ACOP, AGeSPI, AIOP, ANASTE, ANFASS, ANSDIPP, ARIS, CONFAPI, CONFCOOPERATIVE SANITA’, CONFCOOPERATIVE FEDERSOLIDARIETA’, LEGACOOP SOCIALI, UNEBA, UNINDUSTRIA  AGCI.

La proposta di aderire al coordinamento è giunta alla CSD dall’ANASTE, una delle destinatarie della lettera con la quale a marzo la CSD e la Tavola valdese hanno proposto alle organizzazioni datoriali e ai sindacati del settore di avviare un ragionamento volto al raggiungimento di un contratto di lavoro unico per il settore socio-sanitario

Il coordinamento sta lavorando proprio sugli aspetti rilevanti del prossimo rinnovo dei contratti di lavoro, in vista di un loro progressivo avvicinamento.

Le posizioni, coerenti con quelle della CSD, sono riassunte in un appello per la sopravvivenza del settore dell’assistenza socio-sanitaria nel quale si sottolinea l’oggettiva impossibilità di coprire i correnti costi di gestione e di procedere ai rinnovi contrattuali con i dipendenti. 

Il Coordinamento denuncia un quadro ormai non più sostenibile di differenza di retribuzione tra i lavoratori del settore privato e quelli della sanità pubblica, con tabellari dei dipendenti del privato inferiori ormai di più del 20-25% rispetto a quelli dei dipendenti pubblici, a parità di mansioni e qualifiche. L’appello evidenzia inoltre la criticità per cui, mentre il Governo e l’ARAN procedono a sistematici rinnovi incrementali del contratto di lavoro della Sanità pubblica, garantendo quindi implicitamente la copertura dei posti, non è prevista una contestuale copertura per il rinnovo dei contratti di lavoro del personale che lavora per il SSN nel settore socio-sanitario ed extraospedaliero. Le tariffe del settore, che opera in via praticamente  esclusiva con il Servizio Sanitario Nazionale, sono strettamente regolate dal sistema pubblico regionale e nella maggior parte dei casi sono ferme da più dieci anni, a fronte di un’inflazione ISTAT cresciuta dal 2012 di oltre il 16%, di cui più del 5% solo nell’ultimo anno.

L’ “inerzia” del sistema regolatorio pubblico sugli adeguamenti tariffari mette in forte crisi la garanzia e la continuità assistenziale agli anziani e disabili ospiti delle strutture. 

Il Coordinamento richiede quindi con forza un incontro per affrontare l’insieme di queste complesse situazioni, con la costituzione di un tavolo di lavoro che permetta il superamento dei problemi esposti. 

Si tratta, per la CSD, di una occasione per avviare il percorso auspicato di unificazione del contratto di lavoro, nella convinzione dell’opportunità di trovare compagni di strada su obiettivi condivisi.