La Diaconia Valdese al Sinodo 2026

La Diaconia Valdese al Sinodo 2026

Non solo abitare: tutti gli argomenti affrontati

Durante i lavori del Sinodo 2026 si è discusso a più riprese della Diaconia Valdese e del suo lavoro. In particolare se ne è parlato sia quando si è affrontato il tema della governance delle opere diaconali sia nello spazio dedicato espressamente alla valutazione dell’operato della Commissione Sinodale per la Diaconia (CSD).

Per quanto riguarda il primo di questi due momenti di confronto è importante citare la discussione sul volontariato la cui crisi – di disponibilità, tempo e persone formate – interessa sia i vertici delle opere (Commissioni e Comitati) formati da persone volontarie, sia l’operatività nei territori. A tal proposito è stato ricordato che l’impegno volontario da parte di persone provenienti dalle chiese è indispensabile per preservare l’identità e la vocazione delle opere nonché come cinghia di trasmissione tra le decisioni sinodali e le attività messe in campo.

La discussione specifica sulla Diaconia Valdese si è aperta con una relazione completa e particolareggiata presentata dalla Commissione d’Esame – l’organo che ha il compito di relazionare sull’operato degli esecutivi delle chiese – che ha messo in evidenza come i servizi diaconali siano una risposta importantissima alle emergenze sociali del Paese. La relazione del Presidente della CSD, Daniele Massa, ha completato il quadro: in essa si è sottolineato come ci si trovi a operare in un contesto caratterizzato da molte crisi tra cui il calo demografico, la precarietà giovanile, la solitudine e le disuguaglianze crescenti: un Paese che sembra aver rinunciato a progettare il proprio futuro. Di fronte a questo scenario la Diaconia è chiamata a un impegno concreto, responsabile e trasformativo sui territori. Essa deve farsi prossima a chi si trova ai margini e vive condizioni di fragilità, non nell’ottica di un mero assistenzialismo ma nell’affiancamento alla richiesta di dignità e di riscatto, trasformando l'aiuto in diritti e giustizia sociale

Fondamentale è l’interazione con gli altri enti del Terzo Settore e con quelli pubblici così come il dialogo con le nostre chiese su tutto il territorio nazionale: il rapporto tra la Diaconia Valdese e le chiese locali richiede un dialogo continuo, superando le eventuali diffidenze tra il linguaggio tecnico di operatori e operatrici e del volontariato ecclesiale. Per costruire relazioni solide ci si basa sull'integrazione di due patrimoni inseparabili: da un lato il radicamento capillare e la fiducia delle comunità locali, dall'altro le competenze professionali e gestionali delle strutture diaconali. Dall'unione di queste due ricchezze nasce una lettura attenta dei bisogni del territorio che permette di pianificare interventi coordinati a lungo termine. Tale sinergia si concretizza negli esperimenti guidati dai Comitati di Coordinamento Territoriale e in altri momenti istituzionali di confronto e relazione. 

È stato altresì ricordato l’annuale Convegno della Diaconia come momento di incontro anche nell’ottica del dialogo di cui sopra. Il prossimo anno l’evento, che si terrà il 7 marzo a Firenze, verrà preceduto da due incontri on-line incentrati sui temi dell'informazione e del volontariato.

Il tema dell'abitare è stato affrontato oltre che dal Presidente anche attraverso un Ordine del Giorno dedicato. Ma al di là di esso sono state ricordate e citate tutte le aree di intervento della Diaconia Valdese: i Servizi Inclusione con le accoglienze, i Community Center, la presenza sulle frontiere esterne e interne alle nostre città; i Servizi Educativi impegnati, tra le altre cose, nel contrasto e nella presa in carico delle fragilità giovanili; l’Area Salute orientata fortemente all'urgenza della non autosufficienza, di cui si è fatto un esempio relativo alla riorganizzazione dell’Uliveto.

La Diaconia Valdese lavora in sinergia con tutti gli organi delle chiese ed enti ecclesiastici: la Tavola Valdese, naturalmente, con la quale c’è un dialogo costante, ma anche con la Facoltà Valdese di Teologia con la quale verrà proposto quest’anno un corso di management etico, con il Comitato permanente dell’Opera per le Chiese Evangeliche Metodiste in Italia, con le altre opere della chiesa nonché con la FCEI con la quale va citato l'impegno condiviso sul progetto Mediterranean Hope. Queste collaborazioni testimoniano come la Diaconia Valdese sia perfettamente integrata nell’attività della Chiesa Valdese tutta, attraverso un impegno generale che è stato apprezzato e approvato durante il Sinodo.

04 settembre 2026, Stefano Bertuzzi

Il Sinodo è l’assemblea generale che esprime l’unità di tutte le chiese valdesi e metodiste. Esso è la massima autorità umana della Chiesa in materia dottrinaria, legislativa, giurisdizionale e di governo ed è costituito dai deputati delle chiese locali, da un numero di pastori e pastore equivalente e dai responsabili di particolari settori di attività. I lavori si svolgono secondo un modello di confronto assembleare, nella consapevolezza che l’azione dello Spirito guidi le decisioni condivise. Di competenza del Sinodo sono i rapporti con lo Stato, con gli organismi ecumenici, le norme che regolano il culto (le liturgie in vigore), la nomina dei professori di teologia e in particolare l’esame dell’operato degli organi amministrativi: la Tavola valdese, il Comitato permanente dell’OPCEMI, il Consiglio della Facoltà di Teologia, la Commissione sinodale per la diaconia