Settembre è il Mese Mondiale Alzheimer
La risposta della Diaconia Valdese contro la solitudine e lo stigma
Settembre è, in tutto il mondo, il Mese dell'Alzheimer. Questa patologia è solo una delle diverse forme di demenza che costringono milioni di famiglie — in Italia come nel resto del mondo — a confrontarsi con una quotidianità complessa. Una realtà che rischia di diventare ancora più difficile se vissuta nell'isolamento, spesso causato dallo stigma sociale che ancora oggi circonda la malattia e che abbiamo il dovere di abbattere.
La nostra organizzazione è impegnata da molti anni nella gestione di servizi alla persona e nell'opera di sensibilizzazione sul territorio Pinerolese. Oltre ventisei anni fa è nata l'esperienza del Rifugio Re Carlo Alberto (RSA specializzata in Alzheimer e demenze), diventato nel tempo un solido punto di riferimento per chi si trova ad affrontare la demenza. Nel corso degli anni, in stretta sinergia con gli enti pubblici socio-sanitari e le associazioni di settore, abbiamo strutturato una rete integrata di servizi residenziali e semiresidenziali, accomunati da una visione e da una filosofia d'intervento condivise.
In questo percorso sono stati fondamentali due elementi:
La rete europea sulla demenza: fonte di ispirazione costante che ci ha permesso di conoscere buone pratiche, ampliare i nostri orizzonti e osare interventi innovativi;
L'Otto per Mille della Chiesa Valdese: risorsa preziosa che ha reso possibile la sperimentazione di progetti pilota, oggi diventati servizi autonomi e strutturati.
L'impegno sul territorio e la rete dei Caffè Alzheimer
Nel 2021, la nascita del Servizio Innovazione Sviluppo dei Servizi Salute della Diaconia Valdese ha rafforzato e ampliato il lavoro territoriale già avviato dal Rifugio. Ogni iniziativa viene portata avanti in costante dialogo con le comunità locali e con le amministrazioni comunali, sempre più consapevoli che l'impatto della demenza richiede risposte pubbliche e concrete.
La Val Pellice è stata tra i primi territori italiani a essere riconosciuta come "Comunità Amichevole con le Demenze". Non è un caso che proprio dai suoi nove comuni sia partita la spinta per l'apertura di un Caffè Alzheimer. Oggi, nell'area del Pinerolese, quasi la totalità della popolazione — fatte salve poche aree periferiche delle alte valli Chisone e Germanasca — risiede a meno di 25 km da un Caffè Alzheimer: un traguardo significativo, considerata la conformazione geografica del territorio. L'ultimo nato è il Caffè Alzheimer di Cumiana, che prenderà il via a ottobre presso i locali del Centro Diurno gestito dal Rifugio Re Carlo Alberto.
Dati, prevenzione e risposta della comunità
Secondo i dati dell'Osservatorio Demenze dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) la demenza coinvolge in Italia circa 6 milioni di persone, considerando chi convive con una diagnosi conclamata, chi presenta un deterioramento cognitivo lieve, i familiari e le assistenti familiari. È un numero rispetto al quale la nostra società non ha contezza alcuna, proprio perché troppo spesso il percorso della malattia viene vissuto nel chiuso delle case, nell'isolamento sociale (anche dalla famiglia), nella vergogna. Tutto ciò a causa dello stigma che caratterizza la malattia. Anche i provvedimenti di chi ha responsabilità politiche di alto livello sono ritenuti insufficienti se paragonati a quelli dei Paesi con i quali siamo abituati a confrontarci. Diverso è invece, come detto prima, il discorso di chi è abituato come amministratore o amministratrice a confrontarsi giornalmente con la popolazione del proprio comune. Una nota positiva che registriamo con grande piacere, dopo anni di lavoro di sensibilizzazione, è la sensibilità della società civile, di singoli cittadini e cittadine.
Un segnale di speranza arriva proprio dal territorio: oltre 100 volontari e volontarie, in collaborazione con più di metà dei Comuni del Pinerolese, sono attivi nel progetto di prevenzione primaria "Palestre della Memoria", che coinvolge attualmente più di 400 persone da Bobbio Pellice a Vigone, fino a Perosa Argentina. La nostra esperienza dimostra che, anche in momenti di forte difficoltà economica per il sistema di welfare, la collaborazione, la creazione di reti e la condivisione di una visione comune rendono possibile l'innovazione. Solo così possiamo sviluppare servizi vicini ed efficaci per le tante persone che vivono accanto a noi.
11 settembre 2026, Marcello Galetti, responsabile Servizio Innovazione Sviluppo




